• Pasquale Russo

Per uscire dalla giungla dell’Economia Amazzonica e salvarci

L’Intelligenza Artificiale è un bene comune, gli algoritmi della AI devono essere nazionalizzati o messi sotto il controllo dello Stato. Gli algoritmi sono matematica, immaginate se Archimede avesse messo il copyright sul suo teorema o Euclide o Laplace.


Io credo che la sfida più importante che le società umane devono immediatamente affrontare sia l'arrivo dell'intelligenza artificiale pervasiva. Se l'AI rimane com’è adesso, sotto il controllo delle forze di mercato, porterà inesorabilmente a un oligopolio di miliardari possessori dei dati che raccolgono la ricchezza creata da robot che sostituiscono il lavoro umano, lasciando dietro di sé una massiccia disoccupazione.


Parlavo giorni fa in questi termini di questo tema, ad una cena secondo DPCM e un caro amico mi apostrofò: ma con tutti i casini che abbiamo proprio dell’Intelligenza Artificiale ti devi preoccupare?

Si, temo di si, proprio di AI dobbiamo parlare perché la pandemia ha fatto fare in pochi mesi un salto di 10 anni nell’uso delle tecnologie digitali in ogni ambito della vita umana e senza alcuna protezione le nostre vite, le abitudini, i difetti, i comportamenti, le azioni, i desideri, i piaceri, le bugie, i piccoli crimini, sono finiti nel SISTEMA ed intendo per sistema l’enorme database formato dai social media, dai motori di ricerca, dagli e-commerce, dal Deep web, dal Dark web e da ogni dispositivo connesso alla Rete Internet.

Questa inconcepibile mole di dati è di proprietà privata, ed è esposta alle leggi del mercato, legale e/o illegale che sia, per essere scambiata, venduta, usata.

E questa inconcepibile mole di dati non può essere trattata dalla mente umana, ma solo da algoritmi di ”machine learning” anch’essi di proprietà privata.


Ad esempio Amazon che è diventato il negozio globale, quando potrà usare i veicoli a guida autonoma oppure i droni per la distribuzione, recapiterà gli acquisti senza che sarà necessario il contributo alcuno di operai e/o impiegati nei magazzini o nei camion. Dieci anni, forse meno e vedremo avverarsi l’organizzazione in cui AI di reparto daranno disposizioni ai robot magazzinieri, che risponderanno ad AI capiufficio, ed AI capidipartimento, quindi AI capiregione, AI capidistato, sino alla AI mondiale che governerà il globo e i veicoli a guida autonoma che percorreranno strade, mari, cieli.


Vedremo la realizzazione di un paradosso assoluto, la sparizione del lavoro salariato, l’obiettivo del marxismo diventerà realtà nella più capitalistica delle imprese perché è proprio questo il compito delle AI, la riduzione dei costi, l’incremento della produttività, con la sostituzione del lavoro salariato per ottenere la soddisfazione del consumatore senza salario magari sostenuto da un reddito di cittadinanza mondiale.


I robot e i veicoli a guida autonoma sono adattissimi ad una società globale, non hanno un orario di lavoro funzionano h24 in un mondo governato da algoritmi.


La tendenza è già in atto, l’Economic Policy Institute infatti ha calcolato che mentre la produttività dei lavoratori è aumentata del 69,6% tra il 1979 e il 2019, la retribuzione oraria è aumentata soltanto di un misero 11,6%, cioè il 58% della produttività si è spostata nel capitale e nulla è stato distribuito al lavoro. Per meglio dire significa che sono serviti un numero inferiore di lavoratori per produrre lo stesso numero di merci, ma se i lavoratori ad un certo punto diventano ZERO allora la produttività tenderà all’infinito come la disoccupazione.


Dopotutto Marx scriveva: È quindi istinto immanente e tendenza costante del capitale aumentare la forza produttiva del lavoro per ridurre più a buon mercato la merce, e con la riduzione a più buon mercato della merce ridurre più a buon mercato l'operaio stesso... Dunque, nella produzione capitalistica l'economia di lavoro mediante lo sviluppo delle forze produttive del lavoro non ha affatto lo scopo di abbreviare la giornata lavorativa... Ha lo scopo di abbreviare la parte della giornata lavorativa nella quale l'operaio deve lavorare per se stesso, per prolungare, proprio con questo mezzo, l'altra parte della giornata lavorativa nella quale l'operaio può lavorare gratuitamente per il capitalista.

Marx Il capitale libro I cap. X


Questo dimostra che il capitalismo del Laissez-faire, come lo abbiamo conosciuto, non può condurre da nessuna parte se non a una oligarchia delle AI che raccolgono rendite perché la proprietà intellettuale possiede le regole sui mezzi di produzione.

Ma è chiaro ormai a tutti che questo modello di economia va trasformato, perché è da questo modello di consumo, anche della Natura, che è sgorgata la pandemia COVID-19.


Ma purtroppo al momento non è finita, secondo il Lancet nell’ultimo numero, il 2021 potrebbe essere segnato da un’altra epidemia oltre a quella di COVID. C’è la possibilità che si verifichino tempeste solari e nuove crisi ambientali. Potrebbe anche scoppiare una crisi umanitaria causata da diversi conflitti armati che si concentreranno in Africa e Medio Oriente causa siccità e fame.

Nello stesso tempo la Fondazione Umberto Veronesi ha individuato nel G4 EA H1N1, nome di un altro nuovo virus, identificato sempre in Cina in un allevamento di maiali e capace di trasmettersi anche all’uomo, l’originarsi di un’altra possibile pandemia catastrofica nel 2021.


Nonostante tutto ciò tutta la società mondiale sembra ancora in balia della spinta semi-criminale e semi-patologica di consumare il futuro in anticipo, consumandolo ai giovani, ai bambini, è assurdo ma tutta la classe dirigente sembra che aspetti solo il vaccino per ritornare alla vita del 2019.


Invece è necessario che questa economia sia trasformata e come scrive il Lancet: “La necessità di diventare più resilienti a crisi di ogni tipo è quasi universalmente condivisa. Ma per costruire questa resilienza, è necessario apportare un cambiamento filosofico nel modo in cui ci prendiamo cura l'uno dell'altro e del nostro ambiente ". L’articolo di Draghi su FT lo dice con chiarezza.


E’ necessario il recupero del ruolo degli Stati nel governo dell’economia affinché con investimenti ben superiori a quello oggi previsti si rallenti il cambiamento climatico (secondo il MIT solo gli USA dovrebbero investire 2,5 trilioni di dollari), si fornisca una formazione creativa ai giovani per dare loro un lavoro non sostituibile dalle AI, sia nelle nazioni avanzate che nei paesi emergenti, si combatta la povertà infantile, si renda la salute il fondamento della società umana.


Il COVID-19 ha rivelato la fragilità delle civiltà costruite su ingiustizie sociali, politiche a breve termine e un pericoloso disprezzo per l'ambiente. Conoscenza e Salute sono le infrastrutture con cui gli Stati devono trasformare questa economia.


I nostri ragazzi per cui la tecnologia non è più una scoperta, ormai riconoscono che il capitalismo ha consumato risorse umane e naturali piuttosto che costruire una società migliore e l’AI, tutte le AI dovrebbero lavorare per l’UOMO nel ricercare le soluzioni migliori e più efficaci e rapide per trasformare l’economia non solo per consegnare un pacco ad un costo inferiore in minor tempo.


La nazionalizzazione dell’AI non è una provocazione è il segnale che si torna ad agire per il bene comune.


Pasquale Russo

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