• Pasquale Russo

Outsiders: quelli che nessuno cerca mai e che nessuno vuole al tavolo del pranzo

“Io credo che la sinistra, che questo paese dovrebbe ripartire dalla serietà e dal pragmatismo. Che vuol anche dire saper prendere decisioni, assumersene le responsabilità da ogni punto di vista, e mettere in atto azioni che seguano un piano, una visione.” C.M.

Frase lasciatemi via Whatsapp da una persona conosciuta da poco.

In queste settimane tutti si mischia:

  1. Boris Johnson stravince nel Regno Unito anche nella cosiddetta “cintura rossa” dei laburisti: Emilia Romagna pay attention!

  2. È definitivo i forgotten cioè i dimenticati inglesi, come i left behind i lasciati indietro, americani hanno votato Trump, loro hanno votato Johnson

  3. Il Congresso americano ha votato l’impeachment di Trump

  4. Trump fa finta di chiudere l’accordo con la Cina ma il conflitto tecnologico è da guerra fredda

  5. Cop 25 termina senza accordi sul clima

  6. Greta, il futuro dei giovani, il 98% degli scienziati e i disperati delle zone desertificate non contano nulla al tavolo del petrolio e del carbone.

  7. Centinaia di Sindaci scortano Liliana Segre, ma sconosciuti devastano un cimitero ebraico

  8. Le Sardine riempiono Piazza San Giovanni a Roma senza nessun partito con tanti volti che chiedono di partecipare ad una speranza

  9. Un cyber attacco ha costretto la città di New Orleans a dichiarare lo stato di emergenza.

Queste e decine di altre notizie si affollano quotidianamente nella nostra mente, speranza e disperazione si accapigliano, violenza e serietà si contendono l’attenzione di un popolo mondiale stremato.

Il capovolgimento immediato delle situazioni e l’INASPETTATO ci costringono in un angolo dove sempre più c’è gente che abbandona, che diventa un OUTSIDERS .

Come ricostruire una sinistra se il Manifesto più di sinistra scritto da Corbyn è stato stracciato dagli stessi elettori di sinistra?

Oggi i leader di sinistra presentano programmi elettorali, qualcosa che serve a far eleggere i propri membri di partito, quasi un piano marketing, ma nessuno di loro presenta piani, nessuno rischia nel rappresentare la visione della società che vuole.

Al contrario lo fa Greta sul clima, lo fa Papa Francesco sulla fraternità, lo fanno le Sardine sulla convivenza civile.

Ma una nuova sinistra non è sinistra ma solo nuova se non parte dagli Outsiders facendo propri i loro problemi concreti, perché sono loro quelli schiacciati dalla globalizzazione.

Una sinistra non fa un programma elettorale per vincere un’elezione, fa un programma per risolvere i problemi che deve conoscere.

Una nuova sinistra è un luogo dove si studia non basta più avere capacità di leadership sa come la tecnologia sta ridisegnando il mondo

Una nuova sinistra è un partito globale perché l’agricoltura in Italia non dipende solo dall’Italia ma dal mondo interconnesso e non possono essere le protezioni doganali a salvare il lavoro nelle nostre campagne .

Una nuova sinistra ha il senso del tempo ma non piega la democrazia.

Una sinistra deve realizzare un destino non una destinazione.

Una nuova sinistra ha il lavoro come elemento di dignità e riscatto per uomini e donne.

Non so se il Movimento delle Sardine sia sinistra ma bisogna rendergli onore e merita una citazione, un richiamo ad una terra che fu Atlandite, perché il termine Sardina viene da Sardegna in quanto il popolo sardo commerciava questo pesce sotto sale prima di Roma e quindi in onore delle Sardine riporto l’art. 1 della Dichiarazione dei Diritti dell’Uomo in lingua sarda :

Totu sos èsseres umanos naschint lìberos e eguales in dinnidade e in deretos. Issos tenent sa resone e sa cussèntzia e depent operare s’unu cun s’àteru cun ispìritu de fraternidade.

1 visualizzazione
  • White Twitter Icon

© 2020 by Pasquale Russo

This site was designed with the
.com
website builder. Create your website today.
Start Now