• Pasquale Russo

Born without skin: la cyber security nel futuro di un’Internet

Siamo senza pelle! Bisogna che tutti ci rendiamo conto che la nostra vita digitale, il nostro io digitale è senza pelle!

La Natura non avrebbe fatto mai questo errore, per far vivere la cellula la Natura l’ha rinchiusa in una membrana che la protegge dagli attacchi esterni, così come ha rinchiuso tutto il corpo umano nella pelle che ha funzioni sia di proteggere dagli attacchi esterni, sia di percepire le variazioni nell’ambiente (caldo/freddo, ecc. ecc) e attivare le contromisure per bilanciarle.

La pelle è in definitiva un raffinato organo di comunicazione tra l’ambiente interno comprese le emozioni e l’ambiente esterno persone comprese, con lo scopo di preservare l’individuo dalle minacce, è in sostanza come un SOC (Security Operation Center) che preserva e allerta il sistema.

Ma la nostra identità digitale, quello che noi siamo in Rete, il nostro corpo digitale è senza pelle.

Inizialmente quando Internet era un paesino dove tutti si conoscevano la condivisione era d’obbligo, nessuno pensava di essere defraudato del proprio lavoro e di quelli che erano i suoi dati, poi man mano che la Rete cresceva, abbiamo iniziato a costruire case, fabbriche, città, e pensavamo che fosse sufficiente costruire dei muri tagliafuoco (firewall) per proteggere il corpo digitale dagli intrusi, ma da un certo punto in poi la maggioranza di noi ha uploadato in Rete tutta la propria vita, anche emozionale, senza alcuna barriera di protezione se non le banali scelte che propongono i social :

Chi vuoi che veda il post?

1. Gli Amici;

2. Gli Amici degli Amici,

3.Tutti.

E così abbiamo scoperto che il corpo digitale poteva essere ferito, lacerato, strappato e usato ad altri fini.

E abbiamo altresì scoperto che le ferite al nostro corpo digitale potevano ripercuotersi anche sul nostro corpo fisico, perché corpo digitale e corpo fisico ormai erano cosi intrinsecamente intrecciati e nessuno più riusciva a separarli come se fossero gemelli siamesi con parti del cervello in comune.

Ecco la sicurezza informatica dei nostri dati in Rete è determinante anche per la nostra sicurezza fisica, per comprendere si ipotizzi un cardiopatico con un pacemaker collegato tramite Wi-Fi ad un ospedale per il monitoraggio, un criminale potrebbe hackerare il sistema informatico dell’ospedale e uccidere quella persona semplicemente interferendo con il device.

Sicurezza fisica e sicurezza digitale non sono distinguibili nelle società digitalizzate e al Cybertech Europe 2019.

Ma la sicurezza è una necessità assoluta per tutti gli esseri umani e nella ricerca della sicurezza abbiamo inventato tutta le stratificazioni della nostra società, dalle frontiere delle Nazioni alle mura delle nostre case, alla ricchezza delle lingue.

E questa ricerca di una sicurezza integrata, lo sforzo per creare una nuova pelle, porterà ad una nuova rete, una rete in cui i corpi fisici e i corpi digitali di ogni persona, ogni azienda, di ogni soggetto avranno la propria Internet, una Internet distribuita racchiusa in una Epidermide 2.0.

Questo è l’indirizzo che la cyber security prenderà, cioè la realizzazione di un sistema di software con intelligenza artificiale, capace ricoprire corpo fisico e digitale e di adattarsi alle forme digitali dei diversi soggetti, un cyber security shaper, una pelle il cui colore, in questo caso, non sarà motivo di separazione tra gli esseri umani.

*Direttore Generale Link Campus University

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© 2020 by Pasquale Russo

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